Pompei: La Necropoli di Porta Stabia

Due monumenti funebri al centro delle indagini archeologiche

Recenti indagini archeologiche presso la necropoli di Porta Stabia, forniscono nuovi elementi utili a comprendere la complessa articolazione spaziale di quest’ area di Pompei, che presto sarà restituita alla pubblica fruizione.

Lungo la via Stabiana, immediatamente fuori l’omonima porta di accesso alla città antica, in un’area adiacente alla tomba monumentale di Gnaeus Alleius Nigidius Maius, portata alla luce nel 2017, sono stati avviati interventi di restauro e valorizzazione di altre due monumenti funebri.

Si tratta di due tombe a camera denominate “Tomba A” e “Tomba B” già scavate nel 2001 e ubicate in uno spazio delimitato da un marciapiede e da muretto in opera reticolata parzialmente rivestito di intonaco.

Le attività di scavo sono state finalizzate a rimettere in luce e a documentare il percorso stradale.

Il basolato stradale infatti era interamente ricoperto da uno spesso strato di accumulo alluvionale che ha restituito una grande quantità di reperti ceramici, in vetro come unguentari e pedine ma anche un anello d’oro con teste di serpente affrontate e con occhi in pasta vitrea.

Pompei: Il fuggiasco “racconta” una nuova verità dopo l’analisi del cranio

Gli archeologi hanno localizzato il teschio nei pressi del corpo dissotterrato a maggio. La scoperta smentisce la precedente ipotesi secondo cui l’uomo sarebbe morto decapitato da un blocco di pietra mentre cercava di fuggire dall’eruzione del Vesuvio

Trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dopo la rivelazione del tesoretto, è stata di recente annunciata dalla direzione del Parco archeologico la scoperta del cranio dello sfortunato fuggiasco trovato a maggio nella nuova zona di scavi della Regio V a Pompei.  Dalle prime risultanze si pensava che la testa del malcapitato fosse rimasta schiacciata da un enorme blocco (forse lo stipite di una porta) mentre fuggiva da Pompei durante l’eruzione del 79 d.C..  Ma con il ritrovamento del cranio si è fatta anche luce sulla vera ragione della morte, che smentisce la prima ipotesi. “Ora sappiamo che la morte non è dovuta all’impatto del blocco sulla porzione superiore del torace, ma presumibilmente da asfissia dovuta al flusso piroclastico”, ha rivelato nel corso di un forum Ansa il direttore del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, annunciando, inoltre, continui e interessantissimi sviluppi degli scavi.   “Abbiamo appena trovato anche il teschio, con la bocca spalancata in modo impressionante”, nel disperato tentativo di respirare, con i denti ancora presenti. “Quella bocca così aperta ci dice che la sua morte deve essere stata addirittura più terribile di quello che già avevamo immaginato”, spiega Osanna, “perché adesso è chiaro che quel povero fuggiasco che si era attardato in strada quando ormai era troppo tardi per salvarsi, non è stato ucciso né dal masso né dallo choc termico, che almeno sarebbe stato istantaneo, è morto soffocato dalle polveri e dalla cenere”, la colata piroclastica che ha fatto seguito alla prima fase dell’eruzione. Il masso di trecento chili che gli ha sfondato la parte alta del torace, almeno quello, dovrebbe essergli caduto addosso quando era già morto. “L’ipotesi preliminare – come si apprende da un successivo comunicato del Parco archeologico – nasceva dall’osservazione della posizione del masso rispetto al vuoto del corpo impresso nella cinerite. Il prosieguo delle indagini all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi, laddove erano emersi i primi resti scheletrici, ha portato alla luce la parte superiore del corpo, ubicata a quote decisamente più basse rispetto agli arti inferiori”. La ragione di tale anomalia stratigrafica, spiegano i ricercatori, “va ricercata nella presenza, al di sotto del piano di giacitura del corpo, di un cunicolo, presumibilmente di epoca borbonica, il cui cedimento ha portato al collasso e allo scivolamento di parte della stratigrafia superiore, ma non del blocco litico, ancora inserito nella stratigrafia originaria. La morte non è stata quindi presumibilmente dovuta all’impatto del blocco litico, come ipotizzato in un primo momento, ma da probabile asfissia dovuta al flusso piroclastico”. I resti scheletrici individuati “consistono nella parte superiore del torace, arti superiori, cranio e mandibola. Attualmente in corso di analisi, presentano alcune fratture la cui natura sarà verificata, in modo da poter ricostruire con maggiore accuratezza gli ultimi attimi di vita dell’uomo”.

Vico Borghi, piazze e terrazze: la musica protagonista a Vico Equense

Cinque appuntamenti in cinque deiverse location con un unico comune denominatore: la musica. Si rinnova, per il secondo anno di fila, l’appuntamento con “Vico Borghi, Piazze e Terrazze”, ma manifestazione inserita nel cartellone estivo proposto dal Comune di Vico Equense, in provincia di Napoli.

Prima tappa domenica 1 luglio 2018 a Montechiaro dove, a partire dalle ore 20.00, sul Sagrato della Cappella Rossa si terrà il concerto del Duo Nova – Giuseppe Nova al flauto e Lucia Di Sapio all’arpa – che eseguiranno “Atmosphères magiques évocatrices”.

Secondo appuntamento sabato 21 luglio, alle ore 19.00, presso il Sagrato della Chiesa di Santa Maria del Castello con Maurizio Di Fulvio Esemble – Maurizio Di Fulvio alla chitarra, Alessia Martegiani voce, Ivano Sabatini al contrabbasso, Davide Marcone alle percussioni – che si esibiranno in “Promenade”, un viaggio attraverso il country, latin, pop songs, Brasile e Napoli.

Domenica 5 agosto, alle ore 19.00, la terza tappa dell’iniziativa al Belvedere di Monte Faito – Piazzale dei Capi con la “Nuova Harmonia String Orchestra”, l’orchestra d’archi e solista che si esibiranno in “Strings”, celebri brani cameristico e orchestrali.

Penultimo appuntamento sabato 18 agosto, alle ore 19.00, presso Villa Giusso ai Camaldoli di Arola con i “Solitaire Ensemble”, il trio italiano di clarinetti formato da Alfredo Natili, Renato Settembri e Roberto Petrocchi protagonisti di “Wolfgang”, omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart con la trascrizione dalle celebri Opere e Sinfonie del Genio Salisburghese.

Domenica 2 settembre, gran finale all’alba, con il concerto previsto alle ore 6.00 sul Sagrato della Chiesa della SS. Trinità (ex Cattedrale) dove si esibiranno Joaquin Palomares, uno dei migliori violinisti spagnoli di tutti i tempi, e Andrea Rucli al pianoforte.

Le Vie del Mare e Archeo Linea “toccano” l’Area Flegrea

Parte anche quest’anno per la stagione estiva 2018: “Le Vie del Mare: Cilento Blu e Archeo Linea”. Con la prima partenza  effettuata  ieri 27 giugno, il servizio di collegamento marittimo lungo la costa Campana prevede l’implementazione dei collegamenti marittimi mettendo in relazione la fascia costiera cilentana con le città di Napoli e Salerno, la costiera Amalfitana, le aree Flegree e Vesuviane e l’Isola di Capri.

La novità del programma 2018 è costituita dall’introduzione di Seiano lungo la dorsale Archeolinea. La linea 1, con partenza da Salerno, il sabato e la domenica, toccherà i porti di Agropoli, San Marco di Castellabate, Acciaroli, Casal Velino, Pisciotta, Palinuro, Camerota; la linea 2 dal lunedì al venerdì sempre con partenza da Salerno raggiungerà i porti di Agropoli, San Marco di Castellabate, Amalfi, Positano e Capri. La linea 3/A dal martedì al giovedì partirà da Sapri alla volta di Camerota, Pisciotta, Casal Velino, Capri, Napoli; la linea 3/B – il lunedì e venerdì – con partenza da Sapri, raggiungerà i porti di Palinuro, Acciaroli, San Marco di Castellabate, Capri, Napoli. La linea 1 di Archeolinea – operativa del martedì al venerdì – partendo da Amalfi giungerà nei porti di Positano, Sorrento, Seiano, Castellamare di Stabia, Torre Annunziata, Napoli Beverello, Pozzuoli e Bacoli. La linea 1A dal martedì al venerdì partirà da Bacoli prevedendo fermate nei porti di Pozzuoli, Napoli Beverello, Torre Annunziata, Castellamare di Stabia, Seiano, Sorrento, Positano, Amalfi. Per maggiori informazioni, costi e orari: http://www.alilauro.it/news/le-vie-del-mare-71.

Un sistema integrato, ecosostenibile, che punta a migliorare l’offerta di servizi per il turismo e per i cittadini campani e grazie all’impegno della Regione Campania anche ad un prezzo accessibile a tutti. “L’obiettivo – dichiara il Presidente De Luca – è stabilizzare i flussi turistici e la qualità dei servizi è essenziale. Per questo abbiamo deciso di investire in un progetto triennale collegando le aree più belle della Campania anche sulla scorta del successo degli anni scorsi con una media di trentamila viaggiatori stagionali”.

Campania tra le regioni più visitate d’Italia secondo Touring Club e UniCredit

La nostra bella regione resta una delle mete più gettonate e amate dai turisti stranieri. A confermarlo sono UniCredit e  Touring Club Italiano che hanno stilato una classifica di quelle che sono le regioni italiane più amate e visitate. La
Campania occupa il settimo posto vantando 18,8 milioni di presenze, mentre i primi posti sono occupate dalle regione del  centro – nord come Veneto, Lombardia e Toscana. Nel dettaglio invece, Napoli conta una presenza turistica maggiore rispetto alle altre province con una percentuale pari al  64,3 %. Subito dopo Salerno con il 30,3% e Caserta con il 4,1%. Fanalini di coda Avellino con 0,8% e Benevento con 0,5%. Ovviamente questa affluenza turistica comporta l’entrata anche di importanti somme derivanti da vari investimenti che i  turisti fanno nei loro viaggi. E secondo l’Osservatorio Turistico la Campania guadagna il quinto posto con circa 1,8  milioni di euro guadagnati. Le regioni che la precedono sono, dal primo al quarto, Lombardia, Lazio, Veneto e Toscana. Invece per quanto riguarda la cultura, la Campania non ha rivali. La nostra bella regione è un fortino di opere  architettoniche e artistiche che affascinano tutto il mondo. Dai musei agli scavi storici come quello di Pompei ed  Ercolano, la Campania occupa il secondo posto per le visite nei suoi siti d’arte secondo quanto riporta il Ministero per i Beni culturali. Ma perché si è registrato questo boom di turismo in Campania e in Italia? Per quanto riguarda il nostro bello stivale, è  diventata meta preferiti dei turisti dopo le varie tensioni internazionali che hanno coinvolto gli altri siti europei. Tra  attentati e guerre, l’Italia ha riscoperto il suo “giusto e meritato posto nel mondo”. E a godere di questo nuovo e intenso  flusso turistico, anche la Campania, riscoperta nella sua splendida veste di regione d’arte.

Nuove scoperte al Maschio Angioino al Solstizio d’Estate

Una settimana di visite, rievocazioni e convegni per vivere il maniero di Piazza Municipio

Per una settimana, dal 21 al 28 giugno 2018, sarà possibile vivere il maniero di piazza Municipio attraverso visite a tema, rievocazioni storiche e convegni.

Il Solstizio d’Estate non segna solo il giorno più lungo, in termini di luce, dell’anno. E’ questo il momento in cui si verificano fenomeni e misteri che affascinano l’uomo da secoli.

Anche a Napoli accade qualcosa di “magico”, una recente scoperta apre nuove letture del passato: attraverso la finestra più grande della Sala dei Baroni, il Sole entra nel Maschio Angioino per compiere, sulla parete opposta, un arco di cerchio che man mano si trasforma e mostra, solo in un determinato intervallo di tempo, qualcosa di insolito.

In questa sala, la luce del Sole si fissa in un quadrato e rivela la sagoma di un “libro aperto”, forse il Libro della Conoscenza, un’immagine più volte riproposta nel castello, presente in alcune opere, quadri e monete del passato, come nel dipinto in cui è raffigurato proprio Alfonso V D’Aragona.

Dopo tre anni di studi e ricerche, l’associazione di professionisti di IVI-Itinerari Video Interattivi, con Salvatore Forte, Francesco Afro de Falco e Annalisa Direttore, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, organizza una settimana di eventi, visite, rievocazioni storiche e convegni al Maschio Angioino per raccontare al pubblico i fenomeni, le scoperte e i “nuovi” spazi, di uno dei castelli simbolo di Napoli, ma anche per svelare un’altra “Storia”, quella non documentata sui libri di scuola.

Da giovedì 21 giugno, si aprono al pubblico i portoni del Maschio Angioino: nel giorno del Solstizio d’Estate, dalle ore 10.00 alle ore 16.30, si terrà il convegno “Altri Rinascimenti/Nuovi Rinascimenti. Riletture della Sala dei Baroni” con Salvatore Forte, ricercatore IVI, Giuseppe Germano, Jessica Ottobre e Antonietta Iacono, del Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli, Alfredo Buccaro e Raffaele Amore della Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, Fulvio Delle Donne dell’Università della Basilicata, Enzo de Luzio dell’associazione Timeline Napoli e Mario Cristiano dell’associazione HK.

Nel pomeriggio, alle ore 17.00, sarà possibile assistere in diretta all’evento “Il segreto del Libro di luce”: seguendo il fenomeno del sole e rievocando la storia di re Alfonso, si potrà partecipare a un “tour rievocativo”, che racconta la nuova scoperta e la storia di Alfonso.

“Esotericamente il libro aperto può rappresentare la conoscenza rivelata”, spiega Salvatore Forte. “Non può essere un caso, quindi, il fenomeno del sole nell’antica sala del Trono”.

Altre repliche dell’evento, sono previste fino a giovedì 28 giugno, dalle ore 16.30, su prenotazione obbligatoria al numero 3273239843.

Sarà consentito scattare foto solo dai cellulari: sui social si può utilizzare l’hashtag #librodiluce.

Sabato 23 giugno, dalle ore 16.00 alle ore 19.30, andrà in scena “’O Sole ‘e Napule – Festa del solstizio d’Estate”, una rievocazione storica organizzata da IVI in collaborazione con le associazioni Rievocatori Fantasie D’epoca, Compagnia d’arme La Rosa e La Spada, Archibugieri Trombonieri Senatore e Accademia Reale.

Oltre 50 figuranti in mise storica, accoglieranno il pubblico nel cortile del castello per trasportarle in un viaggio nel tempo, al cospetto del re Alfonso D’Aragona, di Ferrante e dei cavalieri del Seggio Periglioso. L’evento sarà un vero e proprio spettacolo itinerante con attori in abiti d’epoca che reciteranno versi di canti e poemi medievali sotto le note del passato.

Domenica 24 giugno, alle ore 12.30, prende vita la “Festa di San Giovanni Battista: rievocazione dell’incontro di Lucrezia d’Alagno con re Alfonso d’Aragona”: gli spettatori potranno prendere parte alla video visita guidata “Il segreto celato”, indossando lenti oled: durante il percorso virtuale, tutti i visitatori interagiranno con la giovane donna che conquistò il cuore di Alfonso appena mise piede a Napoli.

La bella Lucrezia, interpretata dall’attrice napoletana Annalisa Direttore in mise storica, condurrà virtualmente i suoi ospiti anche in quei luoghi ancora oggi inaccessibili, come ad esempio sulle sue Torri del Maschio Angioino.

Pompei: Nel Parco archeologico sarà di nuovo allestita la storica conceria

Il processo di concia, una delle tante attività artigianali praticate nell’antica Pompei, sarà reso chiaro e comprensibile ai visitatori attraverso il riallestimento della più grande conceria finora nota dell’antica città.

I locali dell’impianto adibiti alla lavorazione saranno oggetto di interventi di restauro e valorizzazione, grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico e LINEAPELLE, società controllata al 100% dall’Unione Nazionale Industria Conciaria (UNIC), che ne ha sponsorizzato il progetto.

Portato alla luce verso la fine dell’800 nella Regio I degli scavi (Insula 5), l’impianto conciario fu identificato come tale sulla base delle testimonianze epigrafiche, degli utensili rinvenuti nel corso dello scavo, oltre che dagli apprestamenti produttivi, molto simili a quelli in uso nelle concerie medioevali e moderne.

L’impianto fu installato intorno alla metà del I sec. d.C. in luogo di un’abitazione più antica, giungendo ad occupare la quasi totalità dell’insula. A seguito dei danni prodotti dal terremoto del 62 d. C., l’impianto artigianale subì importanti modifiche che lo resero più funzionale, conferendogli l’aspetto attuale.

Le diverse operazioni di cui si compone il processo di lavorazione delle pelli venivano espletate in settori funzionalmente distinti dell’edificio: il lavaggio del pellame, che richiedeva l’impiego di sostanze maleodoranti, veniva effettuato all’interno dei dolia alimentati d’acqua sotto il porticato o, forse, lontano dal complesso sulle rive del Sarno.

La concia vera e propria con la macerazione delle pelli avveniva, invece, all’interno delle quindici grandi vasche cilindriche conservatesi in uno degli ambienti dell’edificio. Infine, le pelli venivano battute al di sotto dell’area porticata e lavorate nei piccoli ambienti che si susseguono sul lato est del peristilio, divisi tra loro da bassi muretti trasversali.

Addossato al muro ovest del peristilio si trova anche un ampio triclinio estivo destinato agli ospiti del coriarius (titolare dell’attività), che all’interno del complesso aveva la sua residenza.

Prima del 2008 l’edificio era stato interessato da una serie di campagne di scavo, condotte dal Centre Jean Berard, che avevano consentito di recuperare numerosi dati relativi alla storia edilizia del complesso e alle sue trasformazioni funzionali.

Fu poi successivamnete restaurato sempre grazie alla collaborazione con l’UNIC, che sponsorizzò il recupero di una parte delle aree destinate alla lavorazione delle pelli.

Il progetto, in corso di redazione ad opera dei funzionari del Parco Archeologico, contemplerà una serie di interventi funzionali alla riapertura al pubblico del complesso, nell’ottica di una implementazione e di una sempre più ampia diversificazione dei percorsi di visita.

L’idea progettuale di base si ispira al modello del “museo diffuso”, già sperimentato con successo a Pompei, che prevede il restauro e il riallestimento con vetrine espositive, pannellistica e supporti multimediali, dei locali adibiti alla lavorazione delle pelli, al fine di consentire al visitatore di comprendere le modalità con cui si svolgeva in antico il processo di lavorazione.

Poichè la strada che dà accesso al complesso della Conceria risulta in larga parte lacunosa e sconnessa a causa dei danni prodotti da una delle tante bombe che, tra l’agosto e il settembre del ’43 colpirono l’area archeologica di Pompei, il processo prevede anche la risistemazione del cosiddetto Vicolo del Conciapelle, al fine di ripristinarne la percorribilità.

Il progetto sarà realizzato nel corso del 2019, al termine dell’intervento di messa in sicurezza che interesserà le Regiones I-II e III, previsto dal Grande Progetto Pompei.

Il contratto di sponsorizzazione prevede il finanziamento di interventi per un importo complessivo stimato di euro 161.550,00, oltre IVA.

Riapre il Teatro di Herculaneum: ufficializzate le date

A seguito della fine dei lavori di messa in sicurezza, sabato 16 giugno 2018 riapre, in via sperimentale, il Teatro di Herculaneum, situato all’interno del Parco Archeologico di Ercolano.

Il Teatro Antico sarà restituito ai visitatori dopo circa 20 anni dalla sua chiusura, con una serie di aperture che mirano a costruire un processo di condivisione e partecipazione da parte del pubblico nei confronti della conoscenza e della conservazione di questo straordinario monumento, in vista di un organico e complesso percorso di restauro.

Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il primo monumento ad essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma.

Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte d’Europa e diventò una tappa del Grand Tour.

Il monumento è ancora oggi accessibile attraverso le scale realizzate in età borbonica, scendendo a più di 20 metri sotto il materiale eruttivo.

Il percorso è concepito come una vera e propria esplorazione: i visitatori potranno avventurarsi in un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti, oltre ai resti dell’antico edificio, reperti, graffiti lasciati nei secoli dai visitatori, che alla luce delle fiaccole attraversarono nel XVIII e XIX secolo le gallerie e i pozzi creati per penetrare nelle viscere dell’antica Ercolano, e si potranno ammirare persino piccole stalattiti.

Il calendario di apertura è il seguente: 16, 17, 23, 24, 30 giugno, 1 luglio; 6, 7, 13, 14 ottobre 2018.

Campania insolita e segreta: la guida

Oltre ai grandi complessi museali e archeologici che attirano migliaia di visitatori da tutto il mondo, la Campania possiede un ricco patrimonio di luoghi insoliti e segreti diffuso su tutto il territorio regionale. Giovedì 14 giugno 2018 alle ore 17:30 presso la Sala Cirillo del Palazzo della Città Metropolitana di Napoli (piazza Matteotti) la presentazione della nuova guida Jonglez (di Maria Franchini e Valerio Ceva Grimaldi) sarà l’occasione per scoprire e svelare alcuni di queste realtà culturali. Il volume, distribuito in tre lingue, descrive oltre 130 luoghi poco noti e inaspettati di Napoli e dell’intera Campania: chiostri nascosti, palazzi nobiliari, antichi teatri scavati nella roccia, giardini segreti, case-Museo, «per scoprire un territorio ricco di storia e cultura ma spesso poco conosciuto innanzitutto dagli abitanti».
Una lastra marmorea che trasuda due volte l’anno, un’eccezionale escursione subacquea fra i mosaici e i resti di un’antica città romana, uno spettacolare anfiteatro popolato da spettatori di pietra, tradizioni pagane mai scomparse, il più grande incensiere del mondo, una sublime biblioteca nascosta in un monastero, l’impronta dei battiti d’ali dell’arcangelo san Michele, i flagellanti di un rito penitenziale fuori dal comune, incredibili obelischi giganti portati a spalla in processione, i vasi delle Nozze di Cana in un santuario sconosciuto, affreschi eccezionali straordinari e ignorati…
Lontano dalla folla e dai cliché, la Campania possiede, dall’entroterra alle coste, uno dei patrimoni culturali più ricchi d’Italia. A poca distanza dai siti di fama mondiale come Sorrento, la costiera Amalfitana, Pompei, il Vesuvio, Caserta o Napoli, questa stupenda regione cela tesori sorprendenti che si rivelano solo a chi desidera allontanarsi dai soliti itinerari e agli abitanti più curiosi.
Una guida per chiunque creda di conoscere bene la Campania o per chi volesse scoprire il volto nascosto di questa regione.

“Segreti a corte” alla Reggia di Caserta

Martedì 19 giugno 2018 appuntamento con “Segreti a corte”, lo spettacolo itinerante che racconta – con l’ausilio di attori, figuranti, musicisti e ballerini – la vita, i segreti, i vizi e le virtù di personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia della Reggia di Caserta, del Mezzogiorno d’Italia e gli ultimi re di Napoli.

Si tratta di una rievocazione storica unica nel suo genere: un viaggio nel passato alla scoperta delle storie e dei segreti dei personaggi che resero grande la Reggia di Caserta.

Le figlie segrete frutto dell’amore proibito di Maria Sofia; Luigi Vanvitelli e il “vizio” del gioco; Franceschiello; Maria Carolina di Borbone-Due Sicilie, donna dissoluta e incline al tradimento.

Dalla Cappella Palatina al Teatrino di Corte (eccezionalmente riaperto proprio nella sua veste di teatro) gli spettatori saranno accompagnati da un “cantastorie” e da numerosi attori in tutto il percorso del “piano nobile” della Reggia di Caserta.

Le visite guidate teatralizzate si svolgeranno ogni martedì dalle ore 10.00 alle ore 16.30, ingressi ogni 30 minuti. Lo spettacolo avrà una durata di 80 minuti.