Sibilla

 7.00

Il ragionamento della giovane Illiano parte dalla storia per approdare alla poesia laica della libertà, con tanti sottintesi, che coinvolgono le grandi tematiche dell’ethos attuale: dal femminismo e dall’amore, alla bellezza e all’arte. Nel suo procedere d’immedesimazione, tra enfasi ed invenzioni fantasiose, in un progetto di finalizzazione etica, emerge la volontà di proporsi soprattutto come donna, al di là di ogni barriera, magari proprio come la Sibilla, vittima di Febo (Apollo) e della sua brama. Nonostante che la storia, l’esperienza e i cavalli di frisia della famiglia e della società inducano ad altro.

Questo libro consiste in un lungo discorso che una giovane visitatrice del famoso antro degli scavi di Cuma, ascolta miracolosamente dalla bocca della stessa Sibilla, che con tono duro e severo ribadisce in ogni passaggio la fedeltà totale a quei valori che rendono autenticamente umana la nostra vita: oltre che la libertà, qui si parla di amore, di giovinezza, di amicizia, da salvare eroicamente contro i soprusi odiosi di potenti umani e divini, visibili ed invisibili, che si accaniscono sulla presunta inermità di una donna, di tutte le donne; ed infine si parla di pace, del cui nome si conclude il memorabile discorso della protagonista
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