Pompei: nuovi tesori riscrivono la storia della “Casa di Giove”

A Pompei gli scavi restituiscono nuovi tesori e riscrivono, in questo modo, la storia della “Casa di Giove”. E’ “una domus con decori vintage in ‘I stile’ – spiega il direttore Massimo Osanna – il cui proprietario doveva essere facoltoso e colto, conscio del valore di pitture già allora centenarie”. Ritrovati stucchi colorati che rievocano marmi preziosi, antichi e rarissimi decori che il raffinato padrone di casa aveva voluto. Il padrone di casa, il senatore M. Nonius Balbus, aveva avuto una splendida carriera: pretore e proconsole della provincia di Creta e di Cirene, tribuno della plebe nel 32 a.C. e partigiano di Ottaviano, il futuro Augusto. M. Nonio Balbo, potente e ricco, era diventato un mecenate per la città di Ercolano finanziando restauri e costruendo anche molti edifici pubblici. Un personaggio importante, notissimo e popolare – sottolinea il direttore del Parco Archeologico di Pompei Osanna – . Tanto che quando morì gli furono tributati grandi onori, ebbe una grande tomba con una ara funeraria rivolta verso il mare e gli furono dedicate almeno 10 statue”.

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