Prenota il tuo tour guidato al Rione Terra di Pozzuoli

I BIGLIETTI PER IL PERCORSO ARCHEOLOGICO POSSONO ESSERE DIRETTAMENTE ACQUISTATI DAL CALENDARIO SOTTOSTANTE, SEGUENDO LA PROCEDURA GUIDATA.

LA DURATA DELLA VISITA E’ DI CIRCA 1 ORA E 20 MINUTI

PER INFORMAZIONI O RICHIESTE PARTICOLARI SULLE VISITE POTETE COMPILARE IL MODULO DI CONTATTO PRESENTE IN FONDO ALLA PAGINA E VI RISPONDEREMO IL PRIMA POSSIBILE

ATTENZIONE!

Cambiamenti nella modalità di prenotazione per norme anti COVID-19

PER TUTTE LE VISITE GUIDATE DAL 6 AGOSTO CI SARA’ L’ OBBLIGO PER TUTTI I PARTECIPANTI

DI  PRESENTARSI ALL’ INGRESSO MUNITI DI GREEN PASS E CARTA DI IDENTITA’

PENA ESCLUSIONE DALLA VISITA

ATTENZIONE: Il tour pomeridiano alle 13:30 è destinato ai visitatori stranieri che desiderano effettuare la visita guidata in lingua Inglese.

ATTENTION: The afternoon tour at 13:30 is destined to foreign visitors who wish to take the guided tour in English.

INFORMAZIONI PER L’ ACQUISTO DEL BIGLIETTO: Dopo aver indicato la data e l’ orario, selezionate il tipo e il numero di biglietti in base alle singole caratteristiche dei partecipanti.

Il TICKET RIDOTTO è destinato a :

– Ragazzi tra i 18 e i 25 anni

– Gruppi di almeno 15 paganti

– Docenti.

Il TICKET GRATUITO è destinato a :

– Under 25 e Over 65 residenti a Pozzuoli

– Under 18

– Giornalisti

– Disabili ed un loro accompagnatore

– Interpreti turistici se affiancano una guida

– Membri dell’ I.C.O.M

– Studenti di scuole di restauro

– Studenti per un max. di 75 alunni

– Docenti e studenti di facoltà di architettura / Beni Culturali

– Guide turistiche in esercizio delle loro funzioni.

Per assicurare ai visitatori un’esperienza svolta in tutta sicurezza, abbiamo limitato il numero di biglietti acquistabili per ogni fascia oraria.

Per informazioni o richieste particolari potete chiamare i seguenti numeri:               

081.192.55.646 (Biglietteria)

081.19.00.9000. (InfoPoint Percorsi Flegrei 9:00 – 13:00 / 16:30 – 20:00 )                           

 

Il Rione Terra è stato primo nucleo abitato della città di Pozzuoli.

Oggi Pozzuoli è una cittadina di circa 81.000 abitanti sita nel cuore dei Campi Flegrei, una zona vulcanica ad occidente di Napoli, eppure in età Antica la romana Puteoli fu una delle città più ricche, popolose e prospere d’Italia di età imperiale nonché principale piazza d’affari di Roma nel Mare Nostrum. Il territorio cittadino è una galassia formata da tante testimonianze del passato che riaffiorano un po’ ovunque; a volte si tratta di umili muretti, altre volte appaiono complessi termali o ricche domus e la città odierna ancora considera come propri e imprescindibili simboli le maestose rovine del Mercato Romano (il Macellum, detto Tempio di Serapide) o del grande Anfiteatro Neroniano-Flavio, eppure la millenaria storia di vele, commercio, salsedine e zolfo di Puteoli (così la chiamavano i romani) nasce su un promontorio di umile elevazione ma proteso splendidamente sul mare: il Rione Terra, su questa altura nel 194 a.C. i romani, reduci dalle guerre contro Cartagine, fondano una colonia ovvero una città con tanto di porto col fine di controllare rotte e commerci. Dal piccolo insediamento composto da trecento famiglie site sull’attuale Rione Terra in meno di un secolo Puteoli si trasforma in una grande Città capace di attirare mercanti di spezie, grano e pietre preziose e tutti i mercanti Orientali che vogliono commerciare con Roma cominciano a frequentare il grande porto che il poeta latino Stazio definisce non a caso “Hospita Litora Mundi”, il porto di tutto il Mondo Antico. Durante tutto il medioevo e per i secoli successivi gli abitanti di Pozzuoli hanno continuato a vivere sul Rione Terra, diventato nel frattempo la Rocca della città, ma il 2 marzo 1970 i circa seimila abitanti del quartiere dovettero lasciare le proprie case e tutto il quartiere: il bradisisma, il continuo alzarsi o abbassarsi del suolo dovuto all’attività vulcanica aveva registrato un’insolita e forte reattività che aveva provocato l’innalzamento del suolo di oltre 150 centimetri nell’arco di poche settimane precedenti alla data dell’evacuazione! Da quel momento per quasi 50 anni nessuno visse più sul Rione e dopo vari tentativi di ripristino e restauro durante gli anni ’90 si intrapresero i lavori di scavo archeologico, restauro dei resti romani, della Cattedrale e dei Palazzi storici della superfice e nel 2014 la cittadinanza tornò a frequentare la Cattedrale, nel 2016 si inaugurò la prima parte del percorso archeologico e il 27 luglio del 2021 si è proceduto ad aprire al pubblico nuove aree dell’antica città romana.

Ed è qui che comincia il nuovo percorso archeologico del Rione Terra, “nuovo” per modo di dire visto che vanta più di 22 secoli di Storia!

Il percorso comincia dall’ingresso di palazzo De Fraja- Frangipane e senza dover scendere in profondità saranno visibili fin da subito le vestigia romane del primo tracciato stradale che incontreremo, il Decumano del 194 a.C. principale arteria della città durante l’epoca repubblicana che viene completamente riorganizzato in epoca imperiale dopo la costruzione del Tempio di Marmo quando la strada verrà sbarrata nel tratto finale per fare spazio alle strutture pertinenti al nuovo monumento. Sul decumano si aprono le tabernae, i negozi dell’epoca e fra la strada e le stesse vi sono ancora dei pilatri che un tempo sorreggevano un porticato pubblico che sovrastando le crepidini (marciapiedi) proteggeva i pedoni dal sole e dalla pioggia.  Dopo aver dato un rapido sguardo alla pianta dell’intero Rione su questo tratto del decumano vedremo una cisterna di età moderna, pertinente al palazzo che ci accoglie, la cui realizzazione ha compromesso un tratto dell’antico tracciato viario, inoltre nella taberna di fronte alla cisterna è possibile leggere un graffito (protetto da un vetro) che riporta il numero “38”, utile ad indicare la sepoltura in urna di un neonato  lì trovata dagli archeologi e risalente all’età del crollo dell’impero romano, inoltre nel retro bottega è possibile individuare fra le fondamenta un poderoso muro realizzato con grandi blocchi di pietra, probabili resti dell’accampamento fortificato romano di età repubblicana (il castrum) che ha preceduto di pochi anni la fondazione della città, come ci raccontano gli autori antichi come Livio o Strabone: si tratterebbe del più antico edificio di Pozzuoli. Procedendo in avanti si raggiunge un incrocio: il Decumano incontra un cardine, quello detto di S. Procolo, e svoltando a destra arriveremo fino al successivo incrocio dove il cardine incontra la via più importante della Puteoli imperiale, il Decumano Superiore detto di Via Duomo, l’unica strada romana del Rione abbastanza larga da consentire il passaggio dei carri. Nei pressi dell’incrocio vi è un un ambiente sotterraneo (a cui si accede da una taberna che presenta cospicui resti di affreschi romani) dove si trova un Larario (altarino) dei Lares Compitales, gli spiriti che secondo gli etruschi ed i romani proteggevano i viandanti, l’ambiente è decorato con ottimi affreschi e rilievi in marmo. Muovendosi sul tratto orientale del decumano è possibile ammirare i resti di un impianto termale decorato con dei mosaici a tessere bianche e nere che riportarono delle creature marine “vere” e fantastiche: polpi e triglie nuotano insieme ad ippocampi e capricorni, una delle tante rappresentazioni del mare secondo l’immaginario classico. Continuando a passeggiare sul decumano in direzione ovest è possibile notare resti di affreschi nelle tante tabernae, i condotti per l’ispezione della rete fognaria che in età romana raggiungeva un’estrema efficienza e infine una fontana pubblica risalente al primo secolo a.C. decorata con i mascheroni di due sileni, creature fantastiche che da sempre accompagnano il dio del vino e dell’ebbrezze Dioniso. Grazie ad alcune scale raggiungiamo il punto più alto della collina, la terrazza su cui è presente l’area sacra di età romana che oggi ospita la Cattedrale di San Procolo, luogo che in Antichità si configurava come una vera e propria acropoli.  Prima di accedere ai resti antichi si visita il Museo dell’Opera dove nella prima sala sono conservati reperti in ceramica che raccontano la vita quotidiana degli antichi abitanti del Rione, dall’età repubblicana romana (II secolo a.C.) fino al XIX secolo passando per i secoli del Medioevo, del Rinascimento e dell’Età Moderna. Nella sala successiva vi sono le decorazioni dei due templi romani costruiti sull’area sommitale, ovvero l’antico Tempio repubblicano costruito all’epoca della fondazione della città (il Capitolium del II secolo a.C.) e il Tempio di Marmo di età augustea (inizio I secolo d.C.), che insiste sulle fondamenta del Capitolium e fa integralmente parte dell’attuale Cattedrale. La decorazione del frontone (facciata) del Capitolium è realizzata con dei rilievi in terracotta e rappresenta la guerra degli Dei contro i Titani o Giganti (Titanomachia). Il Capitolium era un tempio italico con un grande basamento (alto podio) che viene completamente modificato a seguito ella costruzione del Tempio di Marmo che occupa lo stesso spazio del tempio precedente e di cui sfrutta il basamento come fondamenta. Il Tempio di Marmo è costruito secondo i dettami dell’architettura greca, utilizzando blocchi di marmo che si ammorsano senza l’uso di malte o cementi, questa scelta era funzionale a dimostrare quanto la città di Pozzuoli non avesse nulla da invidiare alle grandi metropoli del Mediterraneo orientale ricche di cultura greca come Atene o Alessandria d’Egitto.  Nell’ultima sala sono presenti degli elementi in marmo pertinenti al Tempio di età imperiale e anche un pozzo profondo più di trenta metri che in età romana arrivava fino al mare e realizzato per il funzionamento di un montacarichi che durante il periodo repubblicano (II-I a.C.) permetteva di portare merci e materiali fin sul punto più alto della collina. Usciti dal Museo dell’Opera si ammirano le fondamenta dell’attuale Cattedrale, quindi il podio in tufo del vecchio Capitolium e uscendo all’esterno si apprezza la “stratigrafia” architettonica in cui si vede con chiarezza la relazione fra i resti del Capitolium (in basso) la struttura in marmo del Tempio Augusteo e infine l’ampliamento della Cattedrale (cd. Duomo Barocco) voluto nel 1634 dal vescovo di origine spagnola Martin Leon y Cardenas. Attraversata l’area sacra delimitata in età imperiale da un triportico (oggi all’ombra del Palazzo Vescovile) ritorniamo sui resti del decumano del 194 a. C. e ammiriamo un Pistrinum (panetteria) ben conservato di cui resta il forno, le macine (Molae Asinariae) e l’ambiente seminterrato noto come Ergastula, una serie di scomode e strette stanzette dove venivano rinchiusi gli schiavi. Di fronte al pistrinum vi è è un magazzino, un Cryptoporticus che attraversiamo per raggiungere la parte sud del Cardo di S. Procolo che in questa porzione è ricco di Popinae e Thermopolia, esercizi adibiti alla ristorazione. In fondo alla strada lo scenario cambia totalmente: si riesce allo scoperto e si raggiunge la zona di Villanova dove il mare la fa da padrone perché dalla panoramicissima zona che un tempo ospitava le domus (case romane) più belle e ricche lo sguardo spazia fino a Capri, alla Penisola di Sorrento e al Vesuvio. Si vedono anche i resti del cd. Cardo di Villanova con il relativo porticato, le tabernae e anche qualche resto di domus ormai inglobato nelle più recenti costruzioni dei palazzi nobiliari di età moderna. Il percorso finisce con gli occhi pieni di blu e futuro visto che questa zona sarà quella dove verranno installati gli alberghi e le altre realtà che concorreranno a rendere il Rione Terra il polo culturale e turistico di Pozzuoli, Porto di tutto il Mondo Antico.

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